Interventi di emorroidi a confronto

Di solito l’intervento chirurgico di emorroidi può essere evitato usando terapie medicinali e rimedi naturali ma quando la malattia emorroidaria è in fase avanzata si ricorre a interventi più drastici che si dividono in interventi ambulatoriali e operazioni chirurgiche.

Gli interventi ambulatoriali hanno l’obiettivo di decongestionare le emorroidi attraverso modalità meccaniche (legatura elastica), chimiche (scleroterapia) e termiche (crioterapia e laserterapia). Le operazioni chirurgiche sono più invasive e si utilizzano nei casi più gravi o quando tutte le altre terapie a disposizione non producono gli effetti desiderati.

Interventi ambulatoriali

(non sono mai definitivi ma evitano l’anestesia e i temi di recupero sono rapidi)

Legatura elastica

La legatura elastica viene utilizzata per il trattamento delle emorroidi e del prolasso rettale interno. Può essere eseguita nelle emorroidi di 2° e 3° grado e consiste nell’applicare un elastico alla base dei gavocioli emorroidari interni allo scopo di impedire l’afflusso di sangue all’emorroide.

legatura elastica delle emorroidi

Nel giro di 7-10 giorni si provoca la necrosi dell’emorroide e la conseguente caduta dell’elastico.

La tecnica della legatura elastica si effettua senza anestesia ed è indolore, il limite però sta nel fatto che nelle fasi più avanzate della malattia emorroidaria dove il prolasso è più importante non si ottengono risultati significativi ed è quindi poco utilizzata. Un altro inconveniente è che spesso il laccio elastico si stacca prima di aver causato la morte del tessuto emorroidario. Qualche volta può provocare dolore dovuto ad un non corretto posizionamento dell’elastico.

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Laserterapia

Il raggio laser si trasforma in calore a contatto col tessuto emorroidario provocandone la coagulazione intravasale.

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Crioterapia selettiva delle emorroidi

La crioterapia selettiva delle emorroidi provoca il congelamento e quindi la distruzione del nodo emorroidario trattato attraverso l’impiego di protossido d’azoto. Può essere usata per curare emorroidi di 1°, 2°, 3° grado in combinazione con la legatura elastica e nella trombosi emorroidaria. La crioterapia selettiva delle emorroidi si differenzia dalla crioterapia tradizionale che andava a colpire indiscriminatamente sia l’emorroide sia il tessuto nella zona circostante al trattamento. La crioterapia non viene considerata una tecnica adeguata per la cura delle emorroidi dalle società colonoproctologiche italiane SICCR e SIUCP in quanto non ha dimostrato risultati duraturi.

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Scleroterapia con iniezioni o coagulazione a raggi infrarossi

La scleroterapia consiste nell’iniettare sostanze irritanti all’interno del gavocciolo emorroidario. Questo provoca la coagulazione e l’occlusione del segmento trattato riducendo l’afflusso di sangue e favorendone quindi il riassorbimento.

scleroterapia delle emorroidi

Può essere eseguita nelle emorroidi di 1° , 2° e 3° grado e su emorroidi sanguinanti. La scleroterapia all’infrarosso si basa sull’effetto coagulante dei raggi infrarossi che provocano la sclerosi dei vasi emorroidari.

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Operazioni Chirurgiche

Tecnica PPH o metodo Longo

E’ la tecnica ideata dal Dott. Antonio Longo nel 1993 e si fonda sul concetto che le emorroidi sono presenti normalmente nel nostro corpo ed è importante cercare di preservarne le funzioni biologiche. Il fattore che fa insorgere la malattia emorroidaria è il prolasso, l’idea quindi è quella di riportare le emorroidi nella loro sede naturale correggendo il prolasso e fissando le emorroidi alla mucosa prolassata con delle microclip al titanio usando una suturatrice circolare (stapler).

metodo longo

La mucosa rettale non è sensibile al dolore quindi l’intervento di prolassectomia è eseguibile in anestesia locale e riduce drasticamente il dolore post operatorio consentendo la ripresa delle normali attività in 4-5 giorni.

L’intervento è indicato per emorroidi interne di 3° grado e per i prolassi di 2° e 3° grado della mucosa rettale.

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Dearterializzazione emorroidaria doppler guidata o metodo THD

metodo thd

La legatura delle arterie emorroidarie su guida doppler consiste nell’utilizzo di un anoscopio con sonda doppler per indentificare i rami terminali delle arterie rettali superiori e, tramite punti di sutura sulla mucosa rettale, ridurre l’afflusso di sangue alle emorroidi con conseguente cessazione del sanguinamento.

In caso di prolasso della mucosa rettale come nel caso di emorroidi di 3° e 4° grado si può eseguire anche la pessia dei gavoccioli emorroidari ovvero riposizionarli nella loro sede fisiologica naturale quasi alla stessa stregua della proctopessi secondo Longo.

La dearterializzzione emorroidaria è una tecnica recente che non rimuove il tessuto emorroidario ed i punti di sutura sono applicati in una zona insensibile al dolore. L’operazione non prevede ferite chirurgiche e può essere effettuata in regime di day hospital. I tempi di recupero sono molto rapidi, in genere 48 ore. La relativa novità nella pratica clinica del metodo THD però non consente di fare previsioni su eventuali recidive a distanza di anni.

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Emorroidectomia Milligan Morgan

L’emorroidectomia è il nome usato per descrivere la rimozione chirurgica delle emorroidi. L’emorroidectomia è utilizzata come utlima risorsa per il trattamento delle emorroidi, ed è consigliata solo in presenza di emorroidi di 3° o 4° grado o grandi emorroidi esterne o quando tutte le altre cure e rimedi naturali non hanno prodotto i risultati sperati.

emorroidectomia milligan morgan

Codificata nel Regno Unito nel 1937 dai dottori Milligan e Morgan l’operazione consiste nell’asportazione dei 3 pacchetti emorroidari principali. Per limitare il sanguinamento, i gruppi emorroidari vengono isolati e sezionati previa legatura emostatica.

Per evitare la stenosi cicatriziale del canale anale (il restringimento del canale anale) le 3 incisioni vengono lasciate aperte presentando la caratteristica ferita a trifoglio.

Per questo motivo l’emorroidectomia Milligan Morgan è anche chiamata emorroidectomia aperta.

Una variante della Milligan Morgan è l’emorroidectomia secondo Ferguson, la differenza sta nel fatto che le ferite vengono suturate al termine dell’operazione. (emorroidectomia chiusa)

emorroidectomia ferguson

Emorroidectomia laser

La terapia con laser CO2 consente di rimuovere efficacemente le emorroidi.
Grazie al laser i tessuti colpiti dal raggio laser si cicatrizzano istantaneamente evitando così grosse perdite di sangue. Il fatto di non utilizzare un bisturi garantisce la sterilità assoluta dell’intervento prevendo così il rischio di eventuali infeazioni. Il laser purtroppo non riduce il dolore rispetto all’emorroidectomia tradizionale.

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I tempi di recupero di una emorroidectomia di solito sono tra le 2 e le 4 settimane ma possono richiedere di più a seconda dalla gravità della patologia emorroidaria e dello stato di salute del paziente.

Qualcuno fatica a riprendere le funzioni intestinali naturali dopo la rimozione delle emorroidi. Il dolore provato durante il periodo di guarigione è l’altro motivo per cui l’emorroidectomia è lasciata come ultima spiaggia.

I rimedi naturali possono curare quasi tutti i tipi di emorroidi se trattate per tempo. L’emorroidectomia è un intervento molto serio e deve essere ben compreso (specialmente i rischi e gli effetti collaterali) prima di decidere di sottoporsi a questo tipo di operazione.

Quale operazione o intervento scegliere?

Ecco un elenco di domande da rivolgere al proprio medico per prendere una decisione informata:

  1. Quali tipi di interventi sono disponibili?
  2. Quali sono i tempi di recupero per ogni intervento?
  3. Quali interventi ha eseguito?
  4. Perchè consiglia un intervento piuttosto che un altro?
  5. Quanto durerà l’operazione?
  6. Sarà necessario un ricovero post operatorio? Se si quanto durerà?
  7. Quando potrò tornare alle mie normali attività?
  8. Quali sono i potenziali effetti collaterali?
  9. Sarò in grado di mangiare tutti i cibi dopo l’intervento?